"La natura è come una tavolozza bianca sulla quale puoi dipingere ciò che vuoi. Credo molto nel territorio in cui vivo che offre tantissime opportunità incredibili basta soltanto provarci mettendo in moto la creatività e facendoti spingere da un'idea che ti guida. Cambiano i sistemi ma l'uomo e la natura sono sempre gli stessi. La corsa nella natura è ciò che ha sempre permesso all'uomo di viaggiare, conoscere e soprattutto sognare. Se lo faccio io c'è tantissima altra gente che può farlo. L'importante è puntare a qualcosa e darsi un obiettivo al proprio livello, sarà comunque un'impresa e se condivisa con gli altri può essere uno stimolo per guardare oltre".

lunedì 24 giugno 2013

Il mio emozionante TOZ...

Mi sveglio in piena notte.
Alle 3 i volontari preparano la colazione, luci accese e ....Vamos!
Considerato che ho dormito solo 3 ore per una contrattura alla schiena che mi infastidisce da qualche giorno non dovrei esser così convinto.
Sono invece calmo e fiducioso anche perché' la curiosità di “visitar correndo” nuove valli mi motiva quanto basta.
Alle 5 sono già in gruppo, pronto ad affrontare la prima salita su una pista da sci che per l'occasione è illuminata artificialmente.

Come previsto faccio i primi 3 km con molta dolcezza salutando e sorridendo mentre mi sorpassa il mondo.
E' in questa prima parte della gara che la mia centralina controlla i reparti: le gambe stanno bene così come la respirazione.
La testa è prontissima.
Ma è con la prima salita che riesco a capire che oggi in salita “ce n'è”....e considerando che i metri di D+ saranno 4000 sono abbastanza galvanizzato.
Salgo del mio passo ma senza strafare e recupero un sacco di posizioni.
Al 9° km riprendo Giuliana rendendomi conto di non esser salito poi così guardingo come invece mi sentivo....
Da qui al 35° inizio un viaggio di attesa, dove faccio anche delle discese belle tirate ma cerco di spender il meno possibile: nel punto più duro della gara ho deciso di attaccare su un bello strappo in salita e successivamente spingere su un bel 1000 D-.
Su un aereo crinale che mi da modo di vedere una parte della Valsesia, Giuliana parte e va in accelerazione proprio mentre incontro 2 atleti che mi fanno da guida presentandomi i luoghi che ci accolgono.
Riesco anche a carpire preziose info sulla parte “chiave” della gara e sul finale: di questi dettagli mi nutro e li memorizzo....diventeranno per me fondamentali.
In questa fase non ho più le belle sensazioni di prima anche perché nelle discese mi “picchiano” le unghie in punta alla scarpa......
Ma penso positivo e continuo...la corsa è dignitosa, sono molto distaccato col pensiero......concentrato solo sull'idratazione da mantenere costantemente abbondante.
Al ristoro delle Collette mangio pane, formaggio e una bella birretta (analcolica) poi riparto deciso...sono consapevole che dopo qualche km pianeggiante dovrò partire con tutta la forza che ho.
Ad un punto di controllo dove bisogna firmare vedo poche firme.....chiedo quanti atleti sono passati.
Quando mi rispondono “sei 19esimo!” rimango sorpreso e molto gasato....
Mi è facile ora partire proprio sulla parte che ho studiato a tavolino.....salgo senza mai voltarmi con lo sguardo a questo alpeggio che in breve tempo raggiungo.
Ma nel mio campo visivo già da un po' c'è un puntino rosso: è il trailer che si trova in 18a posizione.
Dopo aver scollinato inizio a tutta la discesa e lo raggiungo in breve.
Non mi fermo più e nel bosco che porta a quota 680 recupero veramente tanto.
Ormai qui non mi tengo più, sono veramente molto motivato anche se le unghie mi fanno veramente male.
Mi dicono che quelli prima di me sono “stanchi e più sudati di te... e tu sei fresco!”
Benzina sul fuoco....
Ma la salita è dura anche per me è le sensazioni di magia della discesa lasciano ben presto spazio alla prudenza tradotta in un passo molto regolare ma a basso regime.
Nonostante questo recupero ancora 2 posizioni: quando passo cerco di palesare una superiorità che in effetti ho....ma per non fare la locomotiva cerco di accelerare ancora di più e non dar loro modo di attaccarsi.
Ancora 2 sorpassi e poco dopo sono il 10 tra gli uomini, davanti a me Giuliana in seconda posizione.
A questo punto del mio libro ci starebbe una parte meditativa fatta di “remi in barca” e rallentamento.
Mancano 4 km pianeggianti e il gioco è fatto.
Ma così non è: usciti dal bosco c'è la possibilità di vedersi......mi giro e mi accorgo che un atleta che avevo superato non molla.....
Tra l'altro sono tutti atleti molto alti, temibili sul piano.
Non ho scelta allora....devo correre.
Sento che sto scappando, non sono più io l'inseguitore!
In testa ho solo il finale che prevede un pratone in costa e una salita ripida su una pista da sci.
Un'occhiata dietro mi permette di capire che sta rientrando su di me.
Ma il traguardo è vicino.
So che se “valico” per primo sarà impossibile resistermi in discesa sul prato finale ma comunque non me la sento di giocarmi tutto in un epilogo del genere.
Sono molto lucido e so che intanto sono in vantaggio di almeno 200 metri che su questa rampa non sono poco.
Per non sbagliare butto l'asso: rallento senza darlo a vedere e mi lascio avvicinare.....poi all'improvviso piazzo una “trenata” da paura e arrivo al colle.....
Non mi giro mai ma immagino di aver fiaccato il suo entusiasmo.
Sono all'arrivo dove trovo Giuliana che è arrivata pochi minuti prima: sono emozionato per la mia cavalcata di 60 km.
So di aver fatto una bella gara.
Ho interpretato perfettamente la tattica che avevo preparato mettendoci anche il cuore.
Oggi premiano anche me......e sono felice di indossare i capi nuovi fiammanti dell'ALPSTATION TRAIL TEAM (spettacolo...).

Mi serve anche questo per esser contento....per non trovare dei “se e dei ma” e per rendermi conto del privilegio che ho di divertirmi facendo fatica, di trasformare un evento stressante come una competizione in un momento ludico dove mi sento come un bambino che ha giocato a “guardie e ladri”.

Un gran bel trail questo dell'Oasi Zegna: mai banale rispetto al tipo di terreno che si affronta. Sono zone selvagge e affascinanti che mi rimarranno impresse per un bel po'.

Avanti così.

Giak

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